Film per la formazione - Tutto sul management

Una raccolta non esaustiva di film per la formazione dei manager.

 

We want sex equality-  2010 – di Nigel Cole

Un film molto bello di Nigel Cole (noto al pubblico più vasto per “L’erba di Grace)  sulla lotta delle lavoratrici inglesi della Ford nel 1968 per ottenere la parità di salario con gli uomini.

Sally Hawkins (recente sorella povera di Cate Blanchett in Blue Jasmine di Woody Allen, altro film molto interessante) è Rita O’Grady – lavoratrice della fabbrica inglese della Ford che si mette a capo della protesta fino ad ottenere la parità di salario con gli uomini.

Le lavoratrici sacrificano le proprie vite personali per un obiettivo e per un principio che diventa innegoziabile.

I temi: la leadership, il team, la negoziazione, l’orientamento agli obiettivi, la comunicazione, il sacrificio.

Tra  le nuvole – di Jason Reitman con George Clooney

Ryan Bingman (George Clooney) è il campione dei consulenti della sua società che ha come missione quella di licenziare le persone per conto di imprese in crisi proponendo pacchetti di uscita privi di reale valore.

Sempre in giro in aereo per gli USA viene affiancato da una giovane consulente (Anna Kendrick) super specializzata, che ha un compito preciso da parte del capo: studiare un servizio via internet con l’obiettivo di risparmiare parecchi soldi in viaggi.

Ryan (George) davanti al cambiamento entra in crisi esattamente come le persone che ha sempre licenziato.

Spassosissima la scena dei controlli all’aeroporto dove George – Ryan evita con cura di mettersi nelle code dove sono presenti famiglie con bambini per perdere il meno tempo possibile.

Ryan distante da qualsiasi cosa che possa creare dei vincoli, casca proprio in un legame sentimentale dove è sua la parte della vittima.

Molti gli spunti per i manager: il cambiamento, la guida dei collaboratori, la comunicazione, lo sviluppo dei giovani talenti, l’innovazione, l’esperienza, l’equilibrio tra lavoro e vita privata.

Su questo ultimo tema vorrei citare Jack Welch (il temutissimo, ma incredibile capo per oltre venti anni della General Electric super performante). Nel suo libro “Vincere” dedica un capitolo intero a questo argomento, chiarendo che un giusto equilibrio tra vita privata e lavoro è indispensabile per ottenere prestazioni durature nel tempo.

Margin Call – 2011

Regia J.C. Chandor (esordiente)

Cast: Kevin Spacey, Jeremy Irons, Simon Baker e Zachary Quinto.

La storia di una banca d’affari sull’orlo del fallimento.

La banca è in crisi, tra i licenziati c’è un manager di lungo corso. Da un suo rapporto un giovane yuppie deduce che la banca è esposta in modo drammatico con titoli che stanno per azzerare il proprio valore.

Il vecchio manager (Kevin Spacey) contatta il grande capo (Jeremy Irons) per metterlo a conoscenza della situazione e salva la banca convincendo il suo team a piazzare i titoli prima del default.

Una manager in grande ascesa (Demi Moore) viene sacrificata di fronte alla pubblica opinione.

Molti i temi manageriali: l’etica, la leadership, la motivazione, la comunicazione, la fedeltà alla propria impresa, il team building, la negoziazione.

Memorabile il discorso che Kevin Spacey fa ai suoi per convincerli a vendere tutto prima che sia troppo tardi, sapendo che questa sarà l’ultima azione che essi compiranno nella finanza, seppur ricompensati con un premio milionario.

Educazione Siberiana – 2013

Film italiano di Gabriele Salvatores tratto dall’omonimo romanzo di Nicolai Lilin.

Cast: John Malkovich – nonno Kuzja; Arnas Fedaravicius – Kolima; Vilius Tumalavicius – Gagarin; Peter Stormare- Ink; Eleanor Tomlinson: Xenja.

Ho letto il libro di Lilin che consiglio. Impresa non facile per Salvatores che comunque riesce a realizzare un ottimo film un po’ sottovalutato dalla critica.

Un gruppo di ragazzi di famiglie criminali di origini siberiane deportate in Transnistria (Moldavia Orientale) cresce con gli insegnamenti del vecchio nonno capoclan Malkovich.

Kolima (uno dei ragazzi, lo stesso Lilin?) apprende la rigida “etica” siberiana fatta di coesione di squadra, coraggio, lealtà e disprezzo per le istituzioni.

Il gruppo dei ragazzi siberiani mantiene dritta la rotta in un ambiente sempre più corrotto da una delinquenza (i non siberiani) ormai senza alcuna regola.

La simbologia dei tatuaggi è una storia nella storia. Kolima studia per diventare tatuatore. Per i siberiani il tatuaggio esprime  delle specifiche capacità, delle esperienze reali. Non per le altre bande, corrotte e senza etica.

Molto interessante per i temi delle dinamiche di gruppo, della leadership, della comunicazione, della capacità di resistere (resilienza) a momenti particolarmente difficili, il terribile carcere minorile in cui finisce Kolima).

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Stefano Pivi

Da oltre venti anni nella consulenza e formazione manageriale. MBA associato AIMBA