Formazione e politica

Come fare per in­da­ga­re, pri­ma, le vere mo­ti­va­zio­ni all’im­pe­gno po­li­ti­co dell’uomo?
Come fare a do­ta­re co­lo­ro che sono sin­ce­ra­men­te vo­ca­ti al “ser­vi­zio” de­gli stru­men­ti fon­da­men­ta­li per svol­ge­re il loro compito?
L’impatto del­le do­man­de è sor­pren­den­te, ge­ne­ra spes­so ri­spo­ste sem­pli­ci e con­cre­te ispi­ra­te dal quo­ti­dia­no: cosa fa un buon ge­ni­to­re?
Se desideriamo che la politica, oggi, possa ancora rappresentare “la più alta forma di carità”è dal valore di “servizio” che dobbiamo ripartire.

Coaching allenarsi per crescere

La parola d’ordine di questi ultimi tempi è “cambiamento”.

Cambiare per vincere la concorrenza, cambiare per essere in linea con le esigenze e le aspettative del cliente, cambiare per essere al passo con chi studia e sperimenta il cambiamento prima degli altri, cambiare per riuscire a integrarsi con le nuove tecnologie, cambiare perché continuare a percorrere sempre la stessa strada è poco funzionale al raggiungimento di nuovi obiettivi, cambiare perché cambiare è “trendy”.

Manager o “Womenager”?

di Monica Becco

In confronto alla storia dell’umanità, cento anni sono forse pari ad un centesimo di secondo rispetto ad un anno.

Eppure, l’evoluzione della condizione femminile si può concentrare quasi tutta durante questo intervallo di tempo. Fino all’inizio del secolo scorso, le donne lavoravano soltanto per necessità; per sbrigare tutte le faccende legate all’andamento della casa, dei terreni e alla cura della famiglia, oppure prestavano la loro opera anche fuori del contesto domestico in attività umili, faticose e mal retribuite.